federico's profile۞ Il Regno di Fede ۞PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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Benvenuto! Confido nel fatto che, dopo aver avuto il piacere di smarrirti per qualche istante nei meandri più intimi della mia personalità, tu voglia almeno lasciar traccia del tuo passaggio!
EGO
wrote:
ciao...anche io confido nel fatto che possa passare in qualche modo nel mio piccolo mondo...comunque è proprio bello il tuo spaces; CONTINUA NON MOLLARE ADESSO CHE HAI TERMINATO UN CAPITOLO, continua questo tuo regno...
July 8
Martina Sbanottowrote:
..ciao caro fede!!! sai ho voluto passare ancora una volta nel tuo blog e mi sono accorta del tuo autoccommento...cmq l'appellativo princess te lo avevo affibiato all'inizio dell'anno quando nn sapevo che soprannome darti...ma poi adesso nn è così interessante questo...cmq...passa dal mio blog e leggiti le ultime cose scritte sono molto interessanti soprattutto x te!!!hihih...capirai il perchè quando le leggerai...ma nn fare commenti stupidi!ok??????...ciao bello...ti voglio bene e cerca di non sottovalutare quello che ho scritto.........smack smack smack
May 22
federicowrote:
Nota del redattore:
Non mi prendo la responsabilità di quanto scritto da colei che mi ha preceduto. Il soprannome "princess", oltre ad essere frutto di un consumo smodato di allucinogeni, non ha alcuna attinenza con il reale se non nella mente perversa di una linguista. O_O
Grazie per l'attenzione. LOL
Mar. 27
Martina Sbanottowrote:
Ciao Fede,
ti devo dire non mi sono smarrita nelle tue riflessioni solo per qualche minuto...ma per un bel po' di tempo..imaggina tu!Comunque è bellissimo il tuo blog,ma non è semplicemente questo mi sembra più che altro una specie di diario personale con molti sbocchi da cui si può guardare oltre..oltre quello che si vede e sente,oltre noi stessi ma sempre rimanendo con i piedi per terra!!!bello bello e bello...grazie a te sono più consapevole di non essere sola!!!mi raccomando vai sul mio blog(Martina Sbanotto) e lascia anke tu una traccia del tuo passaggio...hihihi...sono veramente felice di averti conosciuto e di averti come amico...e so anke tu...comunque non preoccuparti se sul mi blog c'è scritto che sei bello...
Mar. 26
super.maffowrote:
BELLA FEDE!!!!Maffo in un momento raro in cui gli andava il computer è stato qui... ed è stato bene!!Il tuo blog è stuendo, ti impegna leggerlo però ne vale proprio la pena perchè molte cose scritte le condivido e molte magari no ma resta il fatto che le cose che scrive un amico comunque in qualche modo ti riguardano!!!saluti e questa volta mi autoinvito io in birreria con te e quel terùn di Napo!!!!
Dec. 14
Lorenzo Napodanowrote:
cn qst frase segno il mio passaggio:
A l'alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e 'l velle
sì come rota ch'igualmente è mossa,
l'amor che move il sole e l'altre stelle...
CiAo FeDe!!!! t VoGlIo In BiRrErIa InSiEmE!!!!
SALUTI
Dec. 9
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November 11 Laurelindale.
The Star of the West O candida come la neve, o radiosa Signora,
che regni al di là dei Mari d’Occidente!
Tu sei luce per noi che qui erriamo
fra le selve intricate del mondo.
O Accenditrice delle Stelle, Dama degli Astri,
brilla il tuo sguardo, il tuo alito è luce:
o candida come la neve, noi cantiamo di te
in questa terra remota, separati da un Mare.
O astri che nell’ Eone Oscuro
dalla fulgida mano di lei foste seminati:
in praterie ventose, ora lucenti e chiare,
vediamo schiudersi i vostri boccioli d’argento.
O Regina che accendesti le stelle,
ancora rammentiamo, noi che indugiamo
in queste lontane contrade frondose,
lo splendore dei tuoi astri sui Mari d’Occidente.
Laito Vardo Elentari Accenditrice delle Stelle, Dama degli Astri,
o lungimirante dall’ alto dei cieli,
io ti invoco, sopraffatto da un’angoscia mortale:
proteggimi tu, o candida come neve!
O Regina che accendesti le stelle,
sfavillanti cascate di gemme
nei cieli, gloria delle schiere degli astri!
Da terre remote, o lungimirante,
dalle selve intricate della Terra di Mezzo
io ti canto, o candida come neve –
da questa sponda del Mare, del gran Mare che ci separa.
Vibrando con le corde di un'arpa.
August 29 Jan Palach.
Dopo quasi 5 mesi di occupazione militare, Il 16 gennaio del 1969, nella storica e centrale piazza San Venceslao, a Praga, un giovane studente di filosofia, Jan Palach,in segno di protesta, si cosparse di benzina e si diede fuoco. Da quel giorno Palach diventò uno dei simboli più significativi di una Cecoslovacchia silenziosa e angosciata. I suoi funerali, celebrati il 25 gennaio 1969, vennero seguiti da quasi un milione di persone. Jan Palach faceva parte di un gruppo di ragazzi, che avevano deciso di immolarsi per attirare l'attenzione di tutto il mondo su quell’occupazione militare che i sovietici volevano far apparire come dettata dalla volontà popolare.
Jan Palach morì, e noi tutti per un attimo ammutolimmo. Una folla di centomila persone sfilò lungo le vie della Città Vecchia per rendere omaggio alla memoria davanti alla sua bara esposta al Carolinum. Fu qualcosa di fondamentale che allora ci unì tutti. Ma durò troppo poco, come dimostrano i vent'anni passati. Quella suadente alluvione di menzogne, a cui Jan disperatamente oppose il proprio corpo, non è ancora cessata. Può darsi che di nuovo sia tornato il tempo della tattica, dei compromessi e delle concessione. Sappiamo bene che non riusciremo subito a metterci d'accorso su cosa sia più importante nella vita dell'uomo e della società. Può sembrarci allora che si tratti di discussioni vane. Percìo ricordare il sacrificio di Jan Palach non è inopportuno. Cerchiamo dunque di immaginarci l'attimo in cui ha preso il coraggio per compiere quel gesto terribile con il quale, presso il monumento dei patroni cechi, ci ha ricordato quale è il nostro dovere se non vogliamo perire come società civile. Fermiamoci un attimo a fissare quella torcia e ci accorgeremo che tutto questo esiste, che si tratta di qualcosa che non si può buttare al vento né ieri, né oggi, né domani. E' qualcosa che rende l'uomo uomo proprio perchè lo supera, e che in una società sana è in grado di unire.
I portavoce di Charta 77: T.Hradikek, D. Nemcova, S.Vondra Informace o Chare 77, samizdar, 2 (1989)
La Primavera di Praga
F.Guccini
Di antichi fasti la piazza vestita August 12 Martassina 2008
"In te c'è molto più di quanto tu non sappia, figlio dell'Occidente cortese.
Coraggio e giustizia in giusta misura.
Se un maggior numero di noi stimasse cibo, allegria e canzoni
al di sopra dei tesori d'oro, questo sarebbe un mondo più lieto."
(Thorin Scudodiquercia a Bilbo Baggins, Lo Hobbit)
![]() July 24 Sun In An Empty Room.
Cos people believe that they're
Gonna get away for the summer But you and I, we live and die (Oasis, "Champagne Supernova")
Abbandonando la mia stanza ad una diafana memoria quante perle vengono a galla nel respiro teso della sera, quanti cuori persi nella nebbia trovano il coraggio di scandire con le loro sagome soffuse un'ultima volta il tramonto cittadino. Non mi capisco, travolto e stravolto da paure e volti evanescenti, intrisi di senso eppure fumo tra le dita, lontani e distratti, o forse solo umani. I tempi si allungano, gli spazi prendono le misure dalle follie di questa stanza ed è il chiassoso silenzio ad uccidere, implacabile carnefice di quest'estate anomala, estate fatta di stanzialità e leggere planate su paradisi inaccessibili, deliziati da nostalgiche presenze ed ottenebrati da un occhio che troppo teme e nulla sa. Fede July 16 Orizzonti Lontani.
C'e' un piatto pieno di vita,
puntata in scommesse gia' perse in partenza...
(Ligabue, "Angelo della nebbia")
Quel sapore silenzioso che rivive negli ultimi raggi del tramonto ed attanaglia il respiro, eterno battito d'ali. Di nuovo qui, subdolo postumo, gustoso veleno: agonizzo sorridente, scosso da quest'agrodolce lontanza che spaventa. Infine anche l'orizzonte si è fatto lontano e quella risata, ormai disinteressata, spensieratamente superficiale, è divenuta una prigione dorata che non posso più soffrire, persa tra spuma e luccichii di sogno nell'attimo del risveglio.
Fede July 11 Dulcis In Fundo.
"Il destino ha la sua puntualità."
Una puntualità arazionale, che rapisce ed abbatte. E' triste constatazione come la vita ci offra, beffarda fino all'ultimo, l'occasione di assaporare i frutti a lungo agognati, maturati tra lacrime e speranze vanificate, solo in prossimità dell'arrivo, quand'ormai la temuta "fine" proietta la sua ombra su di noi. Ultimi istanti, ormai ultimi raggi tiepidi di sole, brandelli di senso mistificato che sanno cullare l'anima lontano, che sanno trafiggere ancora una volta il giorno con un sorriso, insperato ma fugace, esile e prossimo a spegnersi tra le nubi all'orizzonte.
Ma si sorride. Era ora.
Fede July 08 Solo Una Canzone.
E adesso che sei, dovunque sei, chissà se ti arriva il mio pensiero!
Chissà se ne ridi o se ti fa piacere. (Ligabue, "Il Mio Pensiero")
Ho bisogno di sognare questa notte, di accarezzare la carta con parole vellutate.
Scivola ancora sulla pelle, brivido eterno, la prima nota tesa della sera, quella gelida sferzata che ridistende gli animi alla bellezza dell'ascolto, alla malinconica lacrima del ricordo. Rivive tutto. La folla urlante abbraccia la mia vita ed io mi perdo nella sua, ogni parola ti rivela più vulnerabile di quanto pensavi, carne morbida sotto emozioni prive di clemenza, sigillate in poche parole evocative. Immagini e suoni danzano nella medesima direzione, tinti d'un rosso vivido nella mente che sa di mare, che profuma già d'addio; da dove questa solitudine? Più mi si fanno appresso più percepisco la cinicità del vuoto, del silenzio, della distanza incolmabile tra questa notte estiva, rigogliosa di profumi, ed il cielo che, spaziando in là, generoso culla il riposo di chi manca. Mi stringo nelle spalle, socchiudendo sorridente, infine, lo sguardo perso e lanciandolo al di là delle platee gremite, sospinto dalla dolcezza d'una canzone sussurrata da labbra incerte, a contemplare un ultima volta, io solo, chi lontano già si è abbandonato alla notte.
Fede
June 27 Luci e Condensa.
E' così, è giunta l'ora tarda, l'ultima strada trasuda in silenzio il riflesso, sporco e surreale, ambizioso e spensierato, della lanterna poco vicina. Luce sofferta, soffocata dall'umità stagnante, eppur viva, un fremito di speranza nella strada rassegnata da ore ad un sonno pacificatore. Resiste lì, salda nella sua ruggine senza tempo, a dare un po' di speranza al viottolo deserto, a rincuorare la solitudine del vento, a battersi, altera, contro gli ultimi spruzzi di pioggia che ne rigano l'opacità del vetro. L'ora è tarda, ed il mondo pare aver perso memoria del suo instancabile ruolo, nessuno, nella dolcezza del sonno, degna d'un pensiero quella notturna dispensatrice di calore. L'ora è tarda, una brezza fa breccia, la fiammella titubante s'arrende al destino delle cose, soffocata dalla dimenticanza, oppressa dall'insuccesso.
Fede June 25 Until It's Over.
Can you see that I am needing (Muse, "Muscle Museum") June 02 Ai Porti Grigi.
"Allora Frodo baciò Merry e Pipino e per ultimo Sam, e salì a bordo; le vele furono issate, il vento soffìo, e lentamente la nave scivolò via lungo il grigio estuario; e la luce della fiala di Galadriel che Frodo teneva alta scintillò e svanì. La nave veleggiò nell'Alto Mare e passò ad ovest, e infine, in una notte di pioggia, Frodo sentì nell'aria fresca una fragranza, e udì dei canti giungere da oltre i flutti. [...] Ma per Sam la sera diventò buia, mentre si teneva in piedi sulla riva, e guardando il grigio mare vide soltando un'ombra sulle acque che scomparve presto ad occidente. Rimase a lungo lì immobile, udendo soltanto il sospiro e il mormorio delle onde sulle spiagge della Terra di Mezzo, e il rumore penetrò sino in fondo al suo cuore. Accanto a lui erano Merry e Pipino, immobili e silenziosi." (J.R.R. Tolkien, "Il Ritorno del Re") Percepire la ritmica e progressiva scansione delle ore e non saper far altro che osservare, intrisi di malinconia ed animati da un bicchiere mezzo vuoto, lasciando scivolare dentro parole ch'aspettavano da mesi il loro turno per esplodere nel silenzio della fine. Quel sorriso idiota, falso e tirato, che troneggia da mesi, testimone muto di chi s'affaccia all'ultimo atto con l'avventatezza del sopravvissuto, del liberato, di chi abbandona la vecchia veste per qualcosa di nuovo, per un salto nel buio dell'avventura solitaria, agognata e temuta. Ti lasci scivolare addosso gli sguardi timorosi, le occhiate sommesse, ogni parola di sconforto: pronto? Ma quando mai.. Insensibilità? Tutt'altro. Come puoi soffrire per quello che è stato? Come puoi mancare ad un sorriso tanto carico di ricordi, di lacrime, di vita, quella stessa vita che la tua Compagnia ha saputo forgiare, forse inconsapevolemente, con la vicinanza di ogni giorno? Siamo ognuno il capolavoro dell'altro.
Son chiusi gli occhi e l'orizzonte è nero, Amici addio! Le vele son protese, La Stella Solitaria or mi conduce, (J.R.R. Tolkien, "L'ultima canzone di Bilbo")
Grazie.
+Fede+
Quando la vita ti assale..
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